Il nostro percorso

1

M

3061

Mont Fallère

2

M

3128

Punta Lechaud

3

M

3842

Vallée Blanche

4

M

4559

Monte Rosa

5

M

4061

Gran Paradiso

6

M

4810

Monte Bianco

Sponsor

Partner

Il progetto

Un’impresa oltre se stessi. Un percorso di crescita mentale e fisica. Il raggiungimento di nuova consapevolezza.

Una sfida che ci spinge a pensare in grande, sempre

M4810 è il suo nome

E noi di Methodos siamo pronti ad andare oltre

La montagna
più alta
rimane sempre
dentro di noi

Walter Bonatti

Purpose

01

Expand your ambition

Costruire una storia, viverla condividerla e renderla unica.
La nostra sfida diventa la sfida per tutti coloro che vogliono andare oltre

Non abbiamo paura del futuro perché noi siamo il futuro. Insieme vogliamo raggiungere la vetta per scoprire un lato sconosciuto di noi stessi, trovare la forza e toccare con mano l’orizzonte del nostro domani

02

Grow your mindset

Siamo quello che pensiamo…. noi creiamo il nostro mondo

Vogliamo far crescere il desiderio di andare oltre. Sperimentare nuove frontiere e scoprire la bellezza del cambiamento perchè ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle

03

Discover the unexpected

Scoprire il nostro potenziale e allenarlo, coltivare il piacere di stare in forma

Vogliamo vivere con il cuore e non solo con la testa il nostro viaggio, accogliendo nuove emozioni e restando aperti alle novità. Aspettatevi l’inaspettato, credete nell’incredibile e raggiungerete l’irraggiungibile.

Values

Rispetto

Ciascuno ha un proprio modo di affrontare la sfida. Essere un team significa rispettare il passo e le emozioni di ogni compagno. Ma vogliamo inclinare la testa soprattutto alla montagna: la signora indiscussa della nostra sfida

Inclusione

La sfida è di tutti ma ciascuno potrà trovare il ruolo che meglio si sentirà di interpretare. Il nostro vuole essere un percorso di partecipazione. E anche chi non raggiunge la vetta sarà stato comunque protagonista dell’avventura M4810

Condivisione

La forza del singolo è nel team e la forza del team è nei singoli. La felicità di aver raggiunto un obiettivo è reale solo quando è condivisa. Tutto in montagna è condivisione. Le emozioni, le esperienze, i dettagli sono ancor più forti se le pensiamo un bene di tutti

Divertimento

La sfida, l’impegno, lo sforzo necessario per affrontarla saranno frutto naturale di uno spirito aperto capace di cercare sempre la dimensione del divertimento

Benvenuti in M4810

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Monte Bianco - 4.810 metri. Seconda parte

Ormai non sento più le dita delle mani. Cerco di muovere le braccia come ci hanno insegnato le guide. Annaspo in cerca di aria mentre cerco di non perdere il passo. 

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Monte Bianco

Ed eccoci all'ultima tappa di questo incredibile viaggio di scoperta e cambiamento: il Monte Bianco. 

I 4810 che abbiamo da tempo all'orizzonte: li abbiamo raggiunti e ci hanno conquistati. 

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The preparation

Pancia

Il cibo per il giusto passo

Una buona programmazione per un’escursione richiede anche una certa attenzione sul fronte alimentazione. Partiamo da una certezza: abbiamo bisogno di energia, ma senza appesantirci

Per cominciare al meglio, bisogna già fare curare la cena della sera precedente: non possono mancare i carboidrati, che costituiranno una buona riserva energetica, e verdura e frutta, per il loro apporto di zuccheri. È importante anche bere molti liquidi, per aumentare l’idratazione. Sarebbero invece da evitare le proteine, meno necessarie rispetto a carboidrati e zuccheri per lo sforzo che andremo a fare. 

COLAZIONE

Dovrà essere ricca, equilibrata ed abbondante: sarebbe quindi bene farla non troppo a ridosso della partenza. Bene sia una colazione dolce che salata. Per quella dolce vanno bene fette biscottate con miele, marmellata o anche un velo di burro, biscotti secchi, crostata di frutta, cereali, frutta fresca, yogurt. Per il salato: prosciutto, ricotta, uova. Da bere vanno bene latte, spremute, acqua, the. 

SPUNTINI

Durante l’escursione abbiamo due elementi chiave: l’idratazione e gli zuccheri semplici

Dobbiamo integrare costantemente i liquidi, per evitare l’eccessiva perdita di sali minerali attraverso la sudorazione e la respirazione (vapore acqueo). È quindi molto importante bere acqua, anche addizionata con sali minerali. 

Gli zuccheri semplici sono invece quelli che ci danno i necessari rinforzi di energia in poco tempo, in quanto a rapida digeribilità. La frutta fresca (es. mela) è una buona idea, ma pesa ed è ingombrante: meglio scegliere frutta disidratata/essiccata. Sono ottime anche le barrette, ma occhio agli ingredienti: meno sono meglio è! Evitate le barrette che contengono sciroppo di glucosio e/o fruttosio, oli vegetali e additivi di vario genere.

PRANZO AL SACCO

Dobbiamo privilegiare alimenti con un indice glicemico medio-alto. Il classico paninopuò andare bene ma deve rispettare le caratteristiche di digeribilità, quindi meglio scegliere sempre pane ben lievitato accompagnato con prosciutto magro o bresaola e poco formaggio “grana”, ok anche le uova. Sarebbe meglio evitare il caffè (che può, con l’effetto diuretico, contribuire alla perdita di liquidi)... ma un po’ di cioccolato fondente possiamo concedercelo!

CENA

Dopo la giornata di sforzo fisico, dobbiamo recuperarele energie e i sali minerali persi. 

Un’ottima soluzione è una minestra con pasta o riso, ricca di verdura e di legumi(es. ceci, fagioli, piselli). Se vogliamo proteine animali, meglio privilegiare il pescerispetto alle carni. Va bene anche aggiungere una porzione di frutta che, insieme alle verdure, ci aiuta a recuperare anche un po’ di vitamine. 

Cuore

Messi alla prova!

La nostra spedizione ci sta insegnando che dobbiamo imparare a essere "gruppo" in modi diversi e inaspettati

Siamo un gruppo. Lo siamo per il business, certo, ed è questa la nostra forza: essere un team di figure complementari, che si compensano e che camminano insieme verso un obiettivo comune con un forte impegno. 

Anche in montagna siamo un gruppo. Ma qui le cose, più o meno inaspettatamente a seconda dell’esperienza con l’escursionismo, non sono proprio così semplici. 

Siamo partiti coesi, sapendo che l’obiettivo che ci attende nel 2020 è oltremodo ambizioso, ma appena abbiamo iniziato a camminare ci siamo accorti che il nostro stare insieme, il nostro essere un gruppo, andava compreso e calibrato. 

Essere un gruppo che cammina in montagna vuol dire riconoscere che ognuno affronta il percorso e le sue difficoltà con tempi e modi diversi, vuol dire accettare che non sarà un unico grande gruppo, ma più gruppi con caratteristiche diverse. Questo dipende da diversi livelli di allenamento e preparazione, su cui di certo ognuno di noi può agire, ma ci pone di fronte a un punto fondamentale: dobbiamo imparare a conoscere i nostri ritmi e tempi, perché in montagna non si può affrontare un’uscita senza essere consapevoli che, per motivi di sicurezza, questa va completata entro un certo numero di ore. 

Questa divisione in più gruppi e il fatto che non tutti raggiungono sempre la meta finale ci ha un po’ messi in crisi... è giusto che sia così? È normale? Ci sono vincitori e perdenti? Già oggi abbiamo deciso che qualcuno raggiungerà la cima e a molti altri no?

La risposta è che è giusto vivere la montagna secondo le proprie capacità e che l’unica sfida è con i propri limiti...una collega ha riassunto questo concetto in poche parole “lasciamo che ogni persona decida dove è la sua cima”. 

Tutto questo rientra perfettamente nel concetto che abbiamo scelto: non è una gara, ma una spedizione. E in una spedizione tutti possono trovare la giusta posizione, contribuendo in modi diversi e tutti di valore al raggiungimento dell’obiettivo.

Qui possiamo ritrovare e mantenere il nostro essere un team coeso, senza lasciare indietro nessuno e dando a tutti la possibilità di vivere questa avventura. Crediamo che essere “gruppo” in questo modo ci possa insegnare molto, anche e soprattutto per portare avanti il nostro business in modo sempre sostenibile e di valore. 

Testa

Come si prepara lo zaino?

Non esiste la “checklist universale definitiva” per la preparazione dello zaino! Vi raccontiamo le regole per preparare lo zaino “standard” del team M4810 per un trekking estivo di una giornata senza difficoltà tecniche particolari

Partiamo da una premessa banale quanto fondamentale: la preparazione dello zaino (e la scelta dello zaino stesso!) dipende:

  • dalla stagione
  • dalla durata dell’escursione
  • dalla quota dell’escursione
  • dalle condizioni meteo
  • dalla tipologia di percorso (escursionistico? Alpinistico? ecc.)

Il team M4810 segue tre regole fondamentali

  • Portare solo l’indispensabile
  • Preparare tutto la sera prima
  • Regolare bene lo zaino (spallacci, cintura, chiusure, ecc.)

Oltre queste tre regole fondamentali, per preparare bene lo zaino ci sono alcune indicazioni utili:

  • Posizionare sul fondo dello zainogli indumenti più leggeri e di cui non si ha bisogno immediato (es. guscio in gore-tex, piumino, abbigliamento termico, ecc.)
  • Il peso maggiore deve stare il più vicino possibile al corpo: mettete quindi vicino alla schiena gli oggetti più pesanti (es. riserve di acqua e di cibo, eventuali attrezzature)
    • una nota sulla borraccia: pur essendo più corretta la disposizione contro la schiena, è vero anche che è un oggetto di uso frequente. Si può quindi disporre in alto nello zaino oppure, se lo zaino ne è dotato, nelle apposite tasche laterali (evitando però un eccessivo sbilanciamento del peso)
  • Al centro verso l’esterno e verso l’altodisporre l’abbigliamento di uso più frequente (es. pile) e oggetti di medio peso (es. kit pronto soccorso)
  • Nel disporre gli oggetti, è importante cerca di disporli in modo da avere una distribuzione dei pesi centrale, che non sbilanci lo zaino a destra o sinistra
  • Nella patella superioremettere gli oggetti più piccoli e che servono più frequentemente (es. carta topografica, cellulare, occhiali da sole, ...)
  • È meglio evitare oggetti appesi esternamente allo zaino, se non per attrezzatura specifica. Più oggetti e pendagli ci sono, più aumentano infatti le possibilità che questi si impiglino a rami o rocce
  • Portare sempre almeno un sacchetto impermeabile, per disporre i ricambi in caso di maltempo e per raccogliere i rifiuti per poi riportarli a valle

Ultima questione: il peso. Quanto dovrebbe pesare lo zaino? Anche per questo punto, vale la premessa iniziale...ma possiamo dire che uno zaino preparato bene non dovrebbe superare i 4-5 kg per le escursioni di un giorno e i 9-10 kg per i trekking di più giorni con pernottamento in rifugio.

Gambe

Riscaldamento e defaticamento

Lo dicono tutti: il riscaldamento e il defaticamento sono due componenti molto importanti per dare il massimo ed evitare infortuni. Ma purtroppo, un po’ per pigrizia e un po’ per stanchezza, ci capita di dimenticarli...

... eppure non possiamo permettercelo! Anche perché, diciamoci la verità, queste due importanti attività non ci rubano più di 20 minuti totali tra pre e post escursione. 

PRIMA DI INIZIARE A CAMMINARE

Di solito le nostre escursioni iniziano con un viaggio in auto o in bus di almeno due ore, dopo una sveglia all’alba che in pochi gradiscono. Così arriviamo al punto di partenza addormentati, un po’ anchilosati e rabbrividendo nell’aria fresca del mattino. Sicuramente possiamo aiutare il nostro risveglio muscolare iniziando con un passo lento, ma non sempre i sentieri offrono questa possibilità. È quindi una buona idea dedicare 5/10 minuti a sgranchirsi! Importante in questa fase è evitare eccessive distensioni e allungamenti: i nostri muscoli sono ancora freddi!

  • Sciogliere le caviglie, ruotando il piede in senso orario e antiorario e riscaldare i polpacci, con piccoli sollevamenti sulle punte dei piedi
  • Ginocchia: piegare leggermente le gambe, appoggiare le mani sulle ginocchia e compiere dei movimenti rotatori dall’interno verso l’esterno e viceversa
  • Quadricipiti: posizionarsi in piedi accanto a un oggetto al quale sia possibile appoggiarsi con una mano; sollevare una gamba afferrando la caviglia con una mano e piegarla all’indietro fino a quando non si comincia a sentire la tensione del muscolo. 
  • Spalle: compiere delle semplici circonduzioni delle braccia
  • Collo: con movimenti lenti e delicati, eseguire delle rotazioni e piegamenti del capo 

ALLA FINE DELL’ESCURSIONE

Siamo ormai alla fine del percorso, in molti stanchi e doloranti, non vediamo l’ora di arrivare alle macchine e tornare a casa... e così magari acceleriamo un po’ il passo e una volta giunti alla fine del percorso ci sediamo a terra e se proprio qualche collega insiste magari faremo un po’ di stretching. Questo è l’errore più grande che possiamo fare! In questo modo infatti arrestiamo improvvisamente il movimento: i muscoli, ancora caldi, rimangono contratti e le articolazioni restano compresse. È per questo motivo che dobbiamo entrare in un’ottica di defaticamento, cioè di passaggio morbido allo stato di riposo: significa iniziare a rallentare il nostro ritmo negli ultimi 10/15 minuti di discesa, cercando di mantenere un passo sciolto e disteso. Una volta giunti a destinazione con questo tipo di passo, è bene dedicarsi subito a qualche esercizio di allungamento e distensione

Gli esercizi fondamentali riguardano i grandi muscoli, la posizione va mantenuta per circa 20 secondi:

  • Fasce muscolari sulla schiena (es. appendersi a una trave o lavorare in coppia)
  • Quadricipiti (allungamento analogo a quello descritto per il riscaldamento)
  • Ischio-crurali (es. in piedi, incrociare le gambe tenendo i piedi paralleli. Chinarsi leggermente in avanti espirando e provando a toccare le dita dei piedi)
  • Polpacci (es. piegare una gamba in avanti, come per fare un affondo, appoggiando il braccio al muro, a un albero o un palo. Bisogna sentire il polpaccio della gamba dietro distendersi)

Si possono poi lavorare gli altri gruppi muscolari, senza dimenticare che vanno sciolte anche le articolazioni: caviglie, ginocchia, spalle, evitando movimenti bruschi. 

Il modo migliore per capire di quali esercizi avete più bisogno è ascoltare il vostro corpo!

The journey

1

M

3061

Mont Fallère

Methodos - M4810 - Mont Fallère

È la prima vetta oltre i 3.000m del nostro progetto

Il Mont Fallère  si trova nelle Alpi del Grand Combin in Valle d'Aosta.

Collocato tra la Valle del Gran San Bernardo e la Valdigne, rappresenta un  ottimo ingresso nel magico mondo dei Tremila. Il Mont Fallère, situato nel cuore della Valle d'Aosta propone una vista panoramica a 360° su tutte le vette valdostane. Il tracciato non è da sottovalutare ma in definitiva non presenta che lievi difficoltà alpinistiche e solo nel tratto di cresta finale.

Saliamo in due tappe: il primo giorno fino al Rifugio Fallère; il secondo giorno arriviamo alla vetta e poi scendiamo a valle. 

Leggi l'articolo di questa uscita :)

2

M

3128

Punta Lechaud

La nostra prima salita alpinistica ad una cima

La Punta Léchaud (3.128m) si trova lungo la linea di confine tra l'Italia (Valle d'Aosta) e la Francia (Savoia). Si trova a sud del Col della Seigne (2.512m) tra la valdostana val Veny e la savoiarda Valle dei Ghiacciai.

Saliamo in due tappe: nella prima giornata camminiamo da La Visaille al Rifugio Elisabetta Soldini (2.195m); nella seconda giornata salita alla punta e ritorno a La Visaille. 

Dal Rifugio si sale al Colle di Chavannes (2.603m); dal colle si deve abbandonare il sentiero segnalato che inizia a scendere nel Vallone di Chavannes, seguendo un sentiero sulla destra che attraversa in piano il ripidissimo versante orientale del Monte Lechaud. La traccia prosegue sulla destra, sempre non lontana dalla cresta del Monte Lechaud e supera un valloncello di pietrame o neve, raggiungendo l'ampia conca dove è collocato il Ghiacciaio di Chavannes. Calzati i ramponi si mette piede sul ghiacciaio salendo in diagonale verso sinistra. Dal dosso si volge gradualmente a destra puntando direttamente alla cima, che si raggiunge superando alcuni tratti di facili roccette a gradoni. Panorama vastissimo e spettacolare sul versante italiano del Monte Bianco.

Leggi l'articolo di questa uscita :)

 

3

M

3842

Vallée Blanche

Methodos - M4810 - Vallée Blanche

Traversata a piedi del ghiacciaio del Gigante verso l'Aiguille du Midi

Benché possa sembrare una "passeggiata panoramica", la Vallée Blanche non va sottovalutata, in quanto si tratta di un itinerario che prevede l'attraversamento del ghiacciaio del Gigante. È sempre necessario farsi accompagnare da una Guida Alpina che conosca molto bene l’itinerario e sappia leggere i pericoli.

Saliamo con funivia a Punta Helbronner (3.462m), indossiamo imbrago e ramponi e ci leghiamo in cordata. 

Il primo tratto ci fa perdere quota e poi si inizia a risalire verso l'Aiguille du Midi. L'ultimo tratto prevede la risalita di crinale e cresta innevata dell'Aiguille du Midi, con arrivo a 3.842m. 

Il ritorno è con i panoramici ovetti che ci riportano a Punta Helbronner. 

4

M

4559

Monte Rosa

Methodos - M4810 - Monte Rosa

2 giorni di full-immersion sul Monte Rosa per approfondire le tecniche alpinistiche.

Il Monte Rosa o Massiccio del Monte Rosa è un massiccio montuoso delle Alpi, posto nella sezione alpina delle Alpi Pennine, lungo il confine spartiacque tra Italia (al confine tra Valle d'Aosta e Piemonte) e Svizzera, che dà il nome al supergruppo delle Alpi del Monte Rosa, composto da diversi e importanti gruppi e sottogruppi, a est del Cervino e a sud-est del Massiccio del Mischabel. È il più esteso massiccio delle Alpi, il secondo per altezza dopo il Monte Bianco, il monte più alto della Svizzera e il secondo d'Italia, nonché quello con l'altitudine media più elevata: vi appartengono 9 delle prime 20 cime più alte della catena alpina.

5

M

4061

Gran Paradiso

Methodos - M4810 - Gran Paradiso

Il Gran Paradiso è l'unica montagna di 4000m totalmente in territorio italiano.

Il Gran Paradiso è l'unica montagna di 4000m totalmente in territorio italiano. Classica e affascinante salita: dopo una prima parte su ghiacciaio, per poter raggiungere vetta con la statua della Madonna, bisogna superare alcuni semplici passaggi di roccia.

6

M

4810

Monte Bianco

Methodos - M4810 - Monte Bianco

Il Monte Bianco (Mont Blanc in francese e in arpitano) è una montagna situata nel settore delle Alpi Nord-occidentali, lungo la sezione alpina delle Alpi Graie, sulla linea spartiacque tra la Valle d'Aosta (val Veny e val Ferret in Italia) e l'Alta Savoia (valle dell'Arve in Francia), nei territori comunali di Courmayeur e Chamonix, che dà il nome all'omonimo Massiccio del Monte Bianco, appartenente alla sottosezione delle Alpi del Monte Bianco.

Con i suoi 4.808,72 m d'altezza (ultima misura ufficiale il 13 settembre 2017) è la montagna più alta delle Alpi, d'Italia, di Francia e in generale dell'Europa se si esclude il Caucaso: da qui il suo soprannome di Re delle Alpi. Condivide assieme al Monte Elbrus nel Caucaso un posto tra le cosiddette Sette Sommità del Pianeta.

Prevalentemente di natura granitica, irta di guglie e di creste, intagliata da profondi valloni nei quali scorrono numerosi ghiacciai, è considerata una montagna di grande richiamo per l'alpinismo internazionale e, da un punto di vista della storiografia alpinistica, la nascita dell'alpinismo coincide con la data della sua prima ascensione: l'8 agosto 1786.